Ecco Eagle Lng, il gasdotto anti-Tap che porterà il gas dall'Albania all'Italia

Il presidente della Regione Puglia Emiliano: «Opera più rispettosa dell'ambiente»

La protesta anti-Tap a Melendugno

La protesta anti-Tap a Melendugno

Fulvio Colucci 7 luglio 2017

E’ lungo 110 chilometri e porterà gas dall’Albania all’Italia attraversando il Mar Adriatico. Si chiama Eagle Lng ed ha già il placet del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Senza dirlo apertamente, anzi gettando acqua sul fuoco, il governatore mette a confronto il progetto di gasdotto col Tap, il Trans adriatic pipeline che molte proteste ha suscitato dal suo concepimento per ragioni di impatto ambientale. Ed esprime una valutazione politica pesantissima: «Abbiamo due progetti di gasdotti in Puglia che non sono alternativi fra di loro, Tap e Eagle, e devono essere esaminati entrambi alle stesse condizioni e con le stesse regole. Non è possibile che uno dei due progetti sia gradito a qualcuno e l’altro invece non venga neppure nominato» ha dichiarato a Roma Emiliano in sede di presentazione del progetto Eagle Lng al quale lavora dal 2005 la società Burns di Campobasso, ramo energetico del gruppo molisano Falcione, specializzato in opere pubbliche e gas. «Io ho scoperto l’esistenza del progetto Eagle per caso - ha detto ancora il presidente della Regione Puglia - attraverso canali non istituzionali, perché mai nessuno al ministero dello Sviluppo economico mi ha detto che pendeva questa istruttoria per questo gasdotto. E quando volete discutere con la Puglia di questi progetti, per stabilire quali sono quelli più convenienti e meno impattanti? Prima si comincia e meglio è» ha aggiunto il governatore incalzando il governo Gentiloni su un terzo fronte dopo le critiche di questi giorni legate alla vicenda del salvataggio delle banche venete e a quella relativa all’accordo tra Unione europea e Canada nel settore agroalimentare. Quest’ultimo è visto dal presidente della Regione come il fumo negli occhi dper le conseguenze negative che la sua entrata in vigore potrebbe provocare sulla filiera pugliese.


Emiliano ha citato le magnifiche sorti e progressive dell’opera facendo un confronto con il gasdotto Tap: «E’ un’opera che costa 700 milioni e non 45 miliardi, è un’opera che porta la stesso quantitativo di gas del Tap, senza però chiedere al consumatore italiano di pagare circa 200 milioni per l’adduzione del gas alla rete Snam. Questa è un’opera che non ha bisogno di finanziamenti da parte della banca europea, che al Tap dovrà dare 30 miliardi di euro. Potrà consentire a qualunque fornitore di gas dell’Italia di utilizzare il gasdotto, anche in concorrenza con l’azienda che lo costruirà. E mi sembra un’opera più rispettosa dell’ambiente pugliese, fermo restando che da oggi comincia una procedura partecipata, nella quale si discuterà di questa opera, evidentemente paragonandola all’altra».


Ma qual è la natura del progetto Eagle Lng? Si tratta di un gasdotto sottomarino di 110 chilometri, dall’Albania alla Puglia, che parte, questa la fondamentale differenza col Tap, da una nave-rigassificatore ormeggiata a cinque chilometri dalla costa albanese, arriva nel comune di Torchiarolo in provincia di Brindisi e si connette alla rete Snam con altri 18 km di tubazione interrata. Un investimento da 660 milioni di euro, tutti a carico di privati italiani, che dal 2020 potrebbe portare nel nostro paese dai 4 agli 8 miliardi di metri cubi di metano all’anno. Il progetto è stato presentato a Roma, nella sede della Regione Puglia e nasce per soddisfare la richiesta di metano dell’Albania, e in seguito si è allargato all’Italia e ai Balcani. Secondo la società Burns, il vantaggio di Eagle rispetto al gasdotto Tap è che costa molto meno ed è slegato dal passaggio su paesi che potrebbero diventare instabili. La nave-rigassificatore al largo dell’Albania sarebbe rifornita da cisterne che trasportano metano liquido soprattutto da Usa e Qatar. Il metano sarebbe riportato allo stato gassoso e inviato in Italia (90 per cento) e in Albania (10 per cento).


Burns ha studiato con il Ministero dell’Ambiente l’approdo del gasdotto in Puglia e il suo percorso via terra, in zone non turistiche e poco abitate, lungo una provinciale. Il progetto è già autorizzato in Albania e attende le autorizzazioni definitive in Italia dai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. Se avrà il via libera, potrebbe essere operativo con due anni di lavoro, probabilmente nel 2020. Il governatore Michele Emiliano ha ribadito «non siamo di principio contrari al Tap. Siamo contrari al luogo dell’approdo, che è una delle più belle spiagge pugliesi. Siamo convinti che su quasi 900 km di costa, ci siano altri punti dove Tap può approdare». L’anima del presidente di lotta e di governo continua a oscillare.